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sabato 28 dicembre 2013

Riluci d'oro dove la vita ti ha scheggiato.

<<Lo sapevi che in Giappone, quando si riparano le ceramiche rotte, non si nasconde il danno ma lo si sottolinea, riempiendo d'oro le linee di frattura? (...) Perchè credono che quando una cosa ha subito un danno e ha una storia, diventi più bella.>> Riluci d'oro dove la vita ti ha scheggiato.
Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul

Costruzione dell'allegria

Non ho fatto mai nulla per dimostrare qualcosa a qualcuno, nemmeno al mio babbo o alla mia mamma, ma per farli contenti sì, direi che per farli contenti ho ho fatto tutto quello che ho fatto, perchè ho sempre pensato che la costruzione dell'allegria fosse la chiave di tutto.
Lorenzo Jovanotti, Gratitude

Porte aperte

...tutto può succedere. Proprio tutto, quando si lasciano le porte aperte. Possono entrare i ladri, certo, e svaligiarti casa, ma può passare lì davanti Pavarotti e decidere di entrare a sentire cos'è quella strana musica che esce e magari invitarti a salire sul palco con lui.
Lorenzo Jovanotti, Gratitude

Dopo vedi diverso

Siamo partiti dopo due mesi di stop (dall'incidente che provocò la morte di un ragazzo durante l'allestimento del concerto a Trieste) e abbiamo ripreso a suonare in giro, senza far finta di niente però, perchè se è vero che un giornale il giorno dopo serve per incartare le uova, le cose che ti succedono direttamente cambiano la vita. Dopo vedi diverso.
Lorenzo Jovanotti, Gratitude

Filosofia su due ruote

La bici mi ha insegnato a gestire la fatica e a godermi la discesa, a trovare il mio ritmo e a sentire il resporo e il battito del cuore. E' isolamento totale dalla folla, immersione nel paesaggio interiore e in quello che ho intorno.
Lorenzo Jovanotti, Gratitude

Distanze, desiderio e avventura

Ma le distanze, eccovi una perla di saggezza, esistono per essere percorse, è chiaro, se non c'è distanza non c'è desiderio, se non c'è desiderio non c'è avventura, se non c'è avventura non c'è un bel niente per cui valga la pena vivere.
Lorenzo Jovanotti, Gratitude

Virtù e fortuna... secondo Jovanotti

...ma si sa come vanno certe cose, non si può mai dire che piega prenderà la vita. Certo, ho incontrato tanta gente che per qualche motivo ha creduto in me e ha soffiato il vento a mio favore. Comunque io non mi sono fermato un attimo, e per quanto un sacco di cose mi siano come cadute in testa vorrei dire che la testa ho cercato di infilarla ovunque proprio per aumentare le possibilità che ci cadesse sopra qualcosa.

Lorenzo Jovanotti, Gratitude

lunedì 16 settembre 2013

Insegnanti e viaggiatori...


Mi piace pensare che i ragazzi hanno tutta una vita da vivere e io posso aiutarli ad affrontarla. So che la vita è molto impegnativa. So che a volte è dolorosa, che servono strumenti adatti e che se ne hai molti ti è più facile viverla bene. Per questo insegno, per dar loro degli strumenti. E' come se sapessi che devono accingersi a fare un lungo e pericoloso viaggio e io fossi lì a controllare che abbiano preso tutto, a mettere nelle loro valigie tutto quello che posso, prevedendo che potranno avere sete, fame, freddo, caldo; che potranno ammalarsi, perdersi, stancarsi, annoiarsi.

domenica 15 settembre 2013

Bilanci di fine viaggio...

Faceva il bilancio consuntivo della sua vita, voleva raggranellare fuori dall'immenso mucchio di cenere delle passività le pagliuzze d'oro dei momenti felici (...).
Nell'ombra che saliva si provò a contare per quanto tempo avesse in realtà vissuto: il suo cervello non dipanava più il semplice calcolo: tre mesi, venti giorni, un totale di sei mesi, sei per otto quarantotto... quattromila... radice cuba di 840.000... Si riprese. "Ho settantatré anni, all'ingrosso ne avrò vissuto, veramente vissuto, un totale di due... tre al massimo." E i dolori, la noia, quanto erano stati? Inutile sforzarsi a contare: tutto il resto: settant'anni.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

Presente, solo presente...

Quelli furono i giorni migliori della vita di Tancredi e di quella di Angelica, vite che dovevano poi essere tanto variegate, tanto peccaminose sull'inevitabile sfondo del dolore. Ma essi allora non lo sapevano.
(...)
Essi offrivano lo spettacolopiù patetico di ogni altro, quello di due giovanissimi che ballano insieme, ciechi ai difetti reciproci, sordi agli ammonimenti del destino, illusi che tutto il cammino dlla vita sarà liscio come il pavimento del salone, attori ignari cui un regista fa recitare la parte di Giulietta e quella di Romeo nascondendo cripta e veleno, di già previsti nel copione.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

Luminose certezze che non tradiscono...

Le stelle apparivano torbide e i loro raggi faticavano a penetrare la coltre di afa. L'anima di Don Fabrizio si slanciò verso di loro (...) come tante altre volte fantasticò di poter presto trovarsi in quelle gelide distese, puro intelletto armato di un taccuino per i calcoli; per calcoli difficilissimi ma che sarebbero tornati sempre. "Esse sono le sole pure, le sole persone per bene"...

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

lunedì 2 settembre 2013

Una ragione per morire/1

L'immagine di quel corpo sbudellato riappariva però spesso nei ricordi come per chiedere che gli si desse pace (...) superando e giustificando il suo estremo patire in una necessità generale. Perché morire per qualche d'uno o per qualche cosa va bene, è nell'ordine; occorre però sapere o, per lo meno, esser certi che qualcuno sappia per chi o per cosa si è morti; questo chiedeva quella faccia deturpata; e appunto qui cominciava la nebbia.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

Dei bivi e delle scelte...

...dobbiamo essere credibili. Uomini e donne che hanno compiuto una scelta tagliando, dentro di sé, non soltanto i rami secchi, ma anche qualche tralcio fiorito. Cose che avrebbero potuto fare, ma invece hanno deciso di interrompere. Frenesie capaci di condurli chissà dove. Ardori, tormenti, deliri. C'è sempre qualche medaglia sepolta nel passato di chi è diventato adulto.

E. Affinati, Elogio del ripetente