Visualizzazione post con etichetta senso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta senso. Mostra tutti i post

sabato 28 dicembre 2013

<<Quello che voglio dirti è in una lingua che non conosco>>
Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul

domenica 15 settembre 2013

Bilanci di fine viaggio...

Faceva il bilancio consuntivo della sua vita, voleva raggranellare fuori dall'immenso mucchio di cenere delle passività le pagliuzze d'oro dei momenti felici (...).
Nell'ombra che saliva si provò a contare per quanto tempo avesse in realtà vissuto: il suo cervello non dipanava più il semplice calcolo: tre mesi, venti giorni, un totale di sei mesi, sei per otto quarantotto... quattromila... radice cuba di 840.000... Si riprese. "Ho settantatré anni, all'ingrosso ne avrò vissuto, veramente vissuto, un totale di due... tre al massimo." E i dolori, la noia, quanto erano stati? Inutile sforzarsi a contare: tutto il resto: settant'anni.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

lunedì 2 settembre 2013

Sensi di guerra...

... spiegazioni tecniche in mala fede per giunta, che pochi capirono e dalle quali nessuno fu convinto ma che consolarono tutti perché erano riuscite a trasformare la guerra in un pulito diagramma di forze da qual caos estremamente concreto e sudicio che essa in realtà è.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

Una ragione per morire/1

L'immagine di quel corpo sbudellato riappariva però spesso nei ricordi come per chiedere che gli si desse pace (...) superando e giustificando il suo estremo patire in una necessità generale. Perché morire per qualche d'uno o per qualche cosa va bene, è nell'ordine; occorre però sapere o, per lo meno, esser certi che qualcuno sappia per chi o per cosa si è morti; questo chiedeva quella faccia deturpata; e appunto qui cominciava la nebbia.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo